sabato 19 gennaio 2019
mercoledì 9 gennaio 2019
giovedì 30 marzo 2017
0 ESCURSIONE: in barca a scoprire l'Isola di Garda 9 aprile 2017
L'Isola di Garda
9 aprile 2017: in barca alla scoperta dell'isola
L'isola di Garda,
originariamente Monastero Longobardo connesso a Brescia, della Regina
Ansa,era detta anche Schwaben, conosciuta anche come isola
di Svevia di Federico
I Hohenstaufen detto Barbarossa , poi Borghese o
isola dei Frati, è la più grande isola del lago
omonimo.
Storia dell'Isola di Garda
L'isola fu abitata
sin dall'epoca
romana, quando era conosciuta come Insula
Cranie.
Ciò è provato dal rinvenimento di numerose lapidi gallico-romane
(ora conservate al museo
romano di Brescia) e da resti di templi votivi.
Abbandonata nei
secoli di decadenza
dell'Impero Romano, per lungo tempo l'isola fu rifugio dei
pirati, che assaltavano le imbarcazioni che percorrevano le rotte del
lago di Garda.
Nell'879
viene per la prima volta menzionata in un decreto di Carlomanno
di Baviera, che documenta la donazione dell'isola ai frati
di San Zeno di Verona.
Non si sa per quanto
tempo l'isola rimase proprietà dei monaci, in quanto la successiva
notizia la vede facente parte, intorno al 1180,
del feudo concesso dall'imperatore Federico
Barbarossa agli avi di Biemino
da Manerba.
Nel 1220
san
Francesco d'Assisi, di ritorno da un viaggio in oriente, giunse a
visitare l'isola e, reputandola luogo ideale per una comunità di
frati, grazie al suo carisma convinse il proprietario Biemino da
Manerba a donargli l'area scogliosa della parte settentrionale, ove
venne realizzato un piccolo romitorio.
Nel 1227
l'eremo accolse sant'Antonio
di Padova e nel 1304,
secondo la tradizione, avrebbe ospitato anche Dante
Alighieri, che avrebbe ricordato il luogo nella Divina
commedia
con i versi:
|
« Loco
è nel mezzo là dove 'l trentino pastore e quel di Brescia e 'l veronese segnar poria, s'e' fesse quel cammino » |
Nel 1429
vi giunse san
Bernardino da Siena, che in veste di vicario
generale dell'ordine francescano fece trasformare il romitorio in un
vero e proprio monastero, mettendo egli stesso mano al progetto per
la chiesa, il chiostro, le celle e i giardini.
L'isola divenne un
importante centro ecclesiastico di meditazione e ospitò illustri
personaggi religiosi, tra cui il vice-generale dell'Ordine
francescano padre Francesco Licheto, che a partire dal 1470 vi
istituì una scuola di teologia e filosofia.
La morte di padre
Francesco segnò tuttavia l'inizio della decadenza della comunità
religiosa dell'isola. Dal 1685 al 1697 il convento ospitava solo i
frati novizi in ritiro e, nel 1798,
l'oramai vetusto monastero venne definitivamente soppresso da
Napoleone
Bonaparte.
Dopo essere passata
al demanio, la proprietà cambiò negli anni successivi molti
padroni, per giungere nel 1817
nelle mani del conte Luigi Lechi di Brescia,
che fece costruire una residenza sulle rovine del monastero e eseguì
importanti opere di restauro e costruzione, tra le quali il
porticciolo, costruito nel 1830
su progetto dell'architetto Rodolfo Vantini. Nell'isola dimorò per
molto tempo la cantante lirica Adelaide
Malanotte, amante del Lechi, meravigliosa
interprete delle opere del Rossini. Nel 1837
il conte cedette l'isola al fratello Teodoro,
ex generale dell'esercito napoleonico, il quale fece aggiungere al
complesso le terrazze sul fronte della casa.
Nel 1860
l'isola fu espropriata dallo Stato per costruirvi una fortezza
militare, ma il progetto venne in seguito abbandonato e nel 1870
l'isola arrivò nelle mani del duca Gaetano de Ferrari di Genova. Lui
e la moglie, l'arciduchessa russa Maria Annenkoff, si dedicarono alla
progettazione ed alla realizzazione del parco, con la costruzione di
muri di contenimento verso il lago e il trasporto di terra fertile in
cui vennero impiantate essenze autoctone. Prima della morte del duca,
avvenuta nel 1893,
concepirono insieme il progetto di un lussuoso palazzo da costruirsi
al posto della vecchia casa Lechi. La villa, in stile
neogotico-veneziano
che ricorda il Palazzo ducale di Venezia, venne realizzata tra il
1894
e il 1901
su progetto dell'architetto genovese Luigi
Rovelli. Il palazzo fu arricchito da terrazze
sistemate a giardino
all'italiana, con elaborati disegni di siepi e
cespugli fioriti.
Alla morte
dell'arciduchessa la proprietà passò alla figlia Anna Maria – in
seguito sposa del principe romano Scipione
Borghese – la quale ne fece la propria residenza
e arricchì il parco con essenze esotiche. Nel 1927
alla morte del principe, l'isola passò in eredità alla figlia
Livia, moglie del conte bolognese Alessandro Cavazza. I suoi
pronipoti, che ancora oggi la abitano continuando ad occuparsi del
parco e della conservazione del palazzo, dal 2002 hanno aperto
l'isola alle visite turistiche.
Per informazioni: historicalegio@gmail.com
lunedì 13 giugno 2016
1 Pulizia con l'acido ossalico: riportare alla luce scritte,disegni e colori ricoperti da ruggine:
LINEE GUIDA PER LA PULIZIA DEI REPERTI CON L'ACIDO OSSALICO
Questa breve guida si propone di essere un piccolo aiuto nelle operazioni di pulizia con l'uso dell'acido ossalico dei reperti che vengono rinvenuti con maggiore frequenza sui luoghi di battaglia.
PULIZIA
CON ACIDO OSSALICO
Quando utilizzare l'acido ossalico
L'acido ossalico è adatto per la pulizia di:
- Oggetti che presentano vernice sotto lo strato superficiale di ruggine.
- Foderi di baionette.
- scatolette alimentari con evidente litografia sottostante.
- posate zincate.
- scatolette si grasso o altro con evidente litografia sottostante.
- alcune tipologie di bombe a mano.
- oggetti stagnati o zincati come gavette, bicchieri, gavettini, borracce, contenitori
- elmetti
- alcuni bicchieri shrapnell solo nei casi di ottima conservazione del bicchiere (parete liscia, ruggine superficiale, tracce evidenti di vernice sottostante)
- attrezzi da lavoro verniciati quali badiletti, gravine, gravinette, pale e badili. Anche in questo caso è fondamentale l'ottima consrvazione iniziale dell'oggetto da trattare.

L'acido ossalico non è adatto per pulire:
- pezzi di ferro
- armi
- oggetti smaltati (esempio smalti austriaci del periodo inerente alla Prima Guerra Mondiale)
- baionette
- alcune tipologie di bombe a mano
- reperti che non presentavano al suo tempo vernice, zincatura o litografia.
Questo non significa che l'oggetto non verrà pulito, ma secondo il mio parere in questi oggetti è più proficuo e meno dispendioso agire con altri interventi di tipo meccanico (spazzole), chimico (acidi più aggressivi o aceto) oppure con processi elettrolitici (elettrolisi).
In alcuni casi, su queste tipologie di oggetti, si potrebbe utilizzare in un primo momento l'acido ossalico per rimuovere la ruggine superficiale e poi intervenire meccanicamente, ma potrebbe rivelarsi uno spreco di acido e di soldi.
PRECAUZIONI E STRUMENTI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE:
- mascherina protettiva per le vie respiratorie in modo tale da evitare
l'inalazione dei vapori nocivi sprigionati dalla soluzione
ossalico/acqua calda ed evitare seri danni renali.
- guanti di gomma: anche se l'ossalico non è fortemente aggressivo per la pelle, è pur sempre un acido,quindi è consigliato usare sempre i guanti in gomma.
- occhiali protettivi: obbligatori quando si maneggia l'ossalico, dato che anche un piccolo spruzzo accidentale può causare seri danni oculari!!!
- guanti di gomma: anche se l'ossalico non è fortemente aggressivo per la pelle, è pur sempre un acido,quindi è consigliato usare sempre i guanti in gomma.
- occhiali protettivi: obbligatori quando si maneggia l'ossalico, dato che anche un piccolo spruzzo accidentale può causare seri danni oculari!!!
PROCEDURA DI PULIZIA
- Effettuare una prima pulizia al fine di togliere il terriccio, utilizzando acqua
corrente e pennello/spazzolino;
- Al fine di ottenere un risultato
finale ottimale, consiglio di immergere il pezzo da trattare in acqua
per almeno 3 giorni in modo tale da ammorbidire la ruggine
superficiale e rimuovere gli eventuali residui di terra. Ogni giorno
bisogna spazzolare l'oggetto energeticamente per rimuovere la ruggine
ammorbidita, e cosi via per almeno 3 giorni ;
- Una volta
terminata questa fase preparatoria,asciugare
l'oggetto prima di immergerlo nella soluzione acqua/ossalico ;
- Successivamente
prendere una bacinella e riempirla con acqua calda ;
- Versare al suo
interno l' ACIDO OSSALICO ( un cucchiaio da cucina per 1 litro d'acqua
circa) ;
- Lasciare in amollo
il pezzo ;
- Ogni 30-60 minuti
estrarre il reperto e pulirlo con uno spazzolino o pennello (con
setole morbide) sotto acqua corrente ;
- Se non ancora sufficente ad ottenere un risultato soddisfacente,
ripetere le operazioni di immersione ricordandosi di rimettere acqua
calda e acido ad ogni nuova immersione ;
- Quando l'acqua
diventa di colore giallo verdognolo, significa che l'acido ossalico è
esausto e non è più in grado di reagire con l'ossido.
Lasciare
l'oggetto in immersione ora è molto rischioso perchè l'acido tende
a depositarsi e formare una sgradevole patina giallastra difficile da
togliere poi.
Arrivati a questo punto, bisogna quindi estrarre
l'oggetto, solita spazzolatina leggera e se non si è ancora
soddisfatti,ritenendo che la ruggine possa ancora celare qualcosa, ripetere il
ciclo creando una nuova soluzione d'acqua e ossalico ;
- Preparare una
soluzione basica di acqua e bicarbonato (1 cucchiaio da minestra per
litro d'acqua) e immergere il reperto per almeno 15 minuti. Cosi
facendo si blocca l'azione acida dell'ossalico e si eviterà la
formazione di patine da deposito ;
- Una volta pulito
lasciare asciugare all'aria aperta il reperto;
TRATTAMENTO
CONSERVATIVO
Una volta asciugato l'oggetto è obbligatorio trattare il reperto con prodotti antiruggine o di rivestimento/protezione per i seguenti motivi:
- risaltare i colori resi opachi dall'acido ossalico
- proteggere il reperto da ossidazioni future
Prodotti molto validi ed economici possono essere:
- vernice trasparente spray: Si può trovare in ferramenta o nei colorifici in bomboletta spray in forma acrilica o sintetica. Esiste sia opaca che lucida (in questo caso per risaltare alla perfezione i disegni delle scatolette alimentari, ma troppo brillante per bombe a mano od elmetti (per i quali consiglio la vernice opaca). Essa riveste completamente l'oggetto creando un film protettivo che non permette all'ossigeno di penetrare e quindi di ossidare. Applicare in modo omogeneo evitando ristagni e lasciare asciugare.
- lacca per capelli: valida sostituta della vernice trasparente spray, adatta soprattutto per le scatolette alimentari.
- olio di vaselina: applicare a pennello sul reperto e lasciare asciugare. Risalta bene il colore lasciando il giusto grado di opaco.
- cera d'api o cera microcristallina.
- olii antiruggine: da usare in caso di scarso risultato con acido ossalico (olio per armi da fuoco, Owatrol, ecc).
venerdì 29 aprile 2016
0 ESCURSIONE: - Parigi - Musée de l'Armé, Musée de la Marine, Musée de l'air - 10,11,12 Maggio 2016 -
PARIGI
Musée de l'Armé, Musée de la Marine, Musée de l'air
10,11,12 Maggio 2016
Escursione di 3 giornate a Parigi nelle date del 10,11,12 Maggio 2016 per visitare questi tre meravigliosi musei, sicuramente tra i più importanti al mondo.
- Musée de l'Armé:
Il Museo dell'Esercito, nel cuore dell'Hôtel National des Invalides, è all'incrocio di molte aree emblematiche e tematiche.Rilevante le esposizioni dedicate al I e II conflitto mondiale e la tomba di Napoleone I.
Il Museo dell'Esercito è nato nel 1905 dalla fusione del Museo dell'Artiglieria con il Museo storico dell'Esercito. Il Museo storico dell'Esercito fu fondato nel 1896 da una società, La Sabretache, il cui presidente, il pittore Edouard Detaille, desiderava costituire, a partire dalle sue collezioni personali, un museo militare nazionale sul modello delle sale retrospettive dell'Esposizione universale di Parigi del 1889.
Tra le collezioni più prestigiose del museo possiamo citare le armi e armature antiche (la 3° per importanza al mondo), i piccoli modelli di artiglieria (unica al mondo) e un insieme eccezionale di pezzi del XIX secolo relativi a Napoleone I e ai marescialli dell'Impero.Il Museo dell'Esercito si colloca tra i più grandi musei di arte e di storia militare al mondo. La sua posizione nel cuore di un monumento a vocazione militare come l'Hotel National des Invalides gli conferisce un carattere eccezionale. Sono rari i musei militari che presentano una tale diversità di opere e coprono periodo cronologici così ampi.
Riunisce un insieme di spazi che si dividono tra monumenti architettonici e sezioni tematiche e cronologiche. Nel complesso sono 7 le aree principali che costituiscono il museo:- Cortile d'onore e collezioni di artiglieria.
- Dipartimento antico, armature, e armi antiche XIII - XVII secolo.
- Dipartimento moderno, da Luigi XIV a Napoleone III 1643 - 1870.
- I Reparti Insoliti
- Il Dôme des Invalides, tomba di Napoleone I.
- Dipartimento contemporaneo, le due Guerre mondiali 1871-1945.
- Memoriale Charles de Gaulle.
- Cattedrale
San Luigi degli Invalides.
- Musée de l'air:
Il Museo dell'aria e
dello spazio, in francese Musée de l'Air et de l'Espace, è un importante museo aeronautico francese, uno tra i più grandi al
mondo. Il museo, inaugurato nel 1919, occupa una parte dell'aeroporto
di Parigi-Le Bourget e custodisce una straordinaria raccolta composta
da quasi 20 mila pezzi, tra cui circa 150 aerei che hanno fatto la
storia del trasporto aereo e diverse mongolfiere dei secoli scorsi. I
visitatori possono ammirare, oltre ad un Boeing 747 visitabile, anche
due modelli di Concorde: “prototype 001” e “Sierra Delta”. La
collezione comprende anche un medaglione in bronzo dorato dei
fratelli Montgolfier realizzato nel 1783 da Jean-Antoine Houdon, e
tanti altri oggetti legati alla storia del volo, civile e militare.
- Musée de la Marine:
Il Museo marittimo offre ai visitatori una grande varietà di elementi presenti nelle sue collezioni, dai modellini e dalle riproduzioni antiche ai quadri, dalle pitture alle sculture passando per le costruzioni navali di legno o ancora l'evoluzione delle tecniche navali della seconda metà del XIX secolo.
Il tesoro artistico custodito dal museo rievoca un mondo lontano popolato da figure leggendarie e grandi avventurieri e fa rivivere la passione degli inventori e dei costruttori d'un tempo.
Parallelamente all'arricchimento delle sue collezioni il museo organizza in Francia e all'estero numerose esposizioni ed eventi finalizzati a divulgare ad un pubblico sempre più vasto le avventure dei cinque mari: guerre, commerci, esplorazioni scientifiche, pesca, crociere, ecc. ecc.
Presente a Parigi presso il Palais de Chaillot, e nel resto della Francia sul litorale atlantico e su quello mediterraneo, il museo nazionale della Marina forma un circuito di sette stabilimenti.
Per la sua grandezza e per la ricchezza delle sue collezioni, il Museo della Marina di Parigi è uno dei grandi musei marittimi europei insieme a quelli di Greenwich, Barcellona e Amsterdam.
Il museo svolge, inoltre, un importante ruolo nel campo della ricerca sulla storia marittima.
mercoledì 27 aprile 2016
0 ESCURSIONE: Sacrario REDIPUGLIA, Colle Sant'Elia e museo
Sacrario di REDIPUGLIA, Colle Sant'Elia, museo.
Redipuglia (GO), dallo sloveno "sredij polije" ovvero "terra di mezzo" è il più grande Sacrario Militare Italiano, dedicato ai caduti della Grande Guerra.
Venne realizzato sulle pendici "insanguinate" del Colle Sei Busi su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni, inaugurato il 18 settembre 1938, contiene le spoglie di
100.187 soldati caduti nelle zone circostanti, in parte già sepolti inizialmente sull'antistante Colle di Sant'Elia.
Voluto dal regime fascista, il sacrario voleva celebrare il sacrificio dei caduti
nonché dare una degna sepoltura a coloro che non avevano trovato spazio
nel cimitero degli Invitti. La struttura è composta da tre livelli e
rappresenta simbolicamente l'esercito che scende dal cielo, alla guida del proprio comandante, per percorrere la Via Eroica. In cima, tre croci richiamano l'immagine del Monte Golgota e la crocifissione di Cristo.
Parcheggiata
l'automobile sul piazzale di fronte al Sacrario, la visita inizia dopo
aver superato la catena del cacciatorpediniere "Grado", una nave
austro-ungarica divenuta italiana dopo la fine della guerra. Camminando
verso le tombe si percorre la "Via Eroica", ovvero una
strada lastricata in pietra delimitata da 38 targhe in bronzo che
indicano i nomi delle località carsiche contese durante la Grande
Guerra.
Terminato questo suggestivo percorso, si arriva alle maestose tombe dei generali, tra le quali spicca quella del comandante della Terza Armata, Emanuele Filiberto Duca d'Aosta che aveva espresso il desiderio di essere sepolto a Redipuglia. Il sepolcro è formato da un blocco di marmo rosso della Val Camonica dal peso di 75 tonnellate.
Al suo fianco si trovano invece le tombe in granito di cinque generali:
Antonio Chinotto, Tommaso Monti, Giovanni Prelli, Giuseppe Paolini e
Fulvio Riccieri.
Alle spalle si elevano i 22 gradoni (alti 2,5 metri e larghi 12) che, in ordine alfabetico, custodiscono le spoglie dei 39857 soldati identificati.
Ogni loculo è sormontato dalla scritta "Presente" e sono raggiungibili
grazie alle scalinate laterali che conducono in cima. Al centro del
primo gradone si trova l'unica donna sepolta, una crocerossina di nome
Margherita Kaiser Parodi Orlando, mentre sul ventiduesimo si trovano i
resti di 72 marinai e 56 uomini della Guardia di Finanza.
Arrivati al termine della scalinata e dei gradoni, due grandi tombe coperte da lastre di bronzo custodiscono i resti di oltre 60 mila soldati ignoti. Oltrepassate si arriva in cima al sacrario dove la visita può continuare visitando la piccola cappella che custodisce la "Deposizione" e le formelle della Via Crucis dello scultore Castiglioni. Sopra a questa struttura religiosa si trovano le tre croci in bronzo.
Arrivati al termine della scalinata e dei gradoni, due grandi tombe coperte da lastre di bronzo custodiscono i resti di oltre 60 mila soldati ignoti. Oltrepassate si arriva in cima al sacrario dove la visita può continuare visitando la piccola cappella che custodisce la "Deposizione" e le formelle della Via Crucis dello scultore Castiglioni. Sopra a questa struttura religiosa si trovano le tre croci in bronzo.
Il grande
mausoleo venne realizzato di fronte al primo Cimitero di Guerra dell
III^ Armata sul Colle Sant'Elia che oggi è una sorta di museo all'aperto
noto come Parco della Rimembranza.
Lungo
il viale adornato da alti cipressi, segnano il cammino cippi in pietra
carsica con riproduzioni dei cimeli e delle epigrafi che adornavano le
tombe del primo sacrario.
Sulla sommità del colle un frammento di colonna romana, proveniente dagli scavi di Aquileia, celebra la memoria dei caduti di tutte le guerre, "senza distinzione di tempi e di fortune".
Via III Armata
I-34070 Fogliano Redipuglia (GO)
Tel. +39 0481 489024
martedì 9 settembre 2014
0 ESCURSIONE: SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA, visita guidata al museo.
Visita al museo di San Martino della Battaglia che
conserva all'interno cimeli e documenti della battaglia della seconda
guerra di indipendenza (24 giugno 1859), in cui le forze del Regno di
Sardegna, guidate da Vittorio Emanuele II, alleate con i francesi di
Napoleone III, sconfissero gli Austriaci dell'Imperatore Francesco
Giuseppe.
per informazioni: info@historicalegio.com
per informazioni: info@historicalegio.com








